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Programma professionale per le infrastrutture idrauliche e il fenomeno di intrusione salina

Balouo Salo Raoul Vecchio Localizzazione: Sedhiou, Senegal
Data: 2016/17/18
Beneficiari: 10 uffici regionali, 500 professionisti locali



Il progetto

Abbiamo condotto numerosi seminari di formazione sul problema idraulico nella regione, sul fenomeno di intrusione salina e sulle criticità delle costruzioni idrauliche esistenti. Il programma è stato rivolto ai principali soggetti tecnici e istituzionali nel settore, affinché prendano coscienza delle reali problematiche e delle reali potenzialità delle infrastrutture idrauliche. Le problematiche idrauliche sono centrali nello sviluppo della regione per questioni alimentari e protezione ambientale. A causa del raro fenomeno idraulico di intrusione salina, infatti, decine di migliaia di ettari di risaie sono stati distrutti causando una grave problematica alle comunità che in assenza della primaria fonte produttiva (agricoltura) cade nella povertà e per mancanza di campi coltivabili è obbligata ad acquistare riso importato. Molte sono state le opere analizzate e discusse per individuare la migliore procedura d’attuazione. Di seguito uno stralcio del seminario volto a comprendere meglio la tematica affrontata.
“Le opere su descritte convergono, nonostante gli anni differenti di realizzazione, in un'unica tipologia di opera che nel corso dei decenni e delle esperienze dirette locali ha subito della modificazione per divenire il più possibile efficiente e duratura. Il più delle volte tali opere sono alte pochi metri in funzione dell’ampiezza e altezza delle maree e della morfologia della vallata. Queste sono state talvolta realizzate senza chiudere totalmente il passaggio dell’acqua, per non alterare l’equilibrio idrologico, ma questa procedura, come nel caso del ponte Tanaf-Baghere si è rivelata poco adatta a risolvere le problematiche di salinità dei suoli e contaminazione delle acque. Realizzando una diga, interrotta da un passaggio libero, permette lo scambio idraulico che ha comunque poca ragione di esistere in mancanza di reali fiumi permanenti nei luoghi di costruzione. Questi sono il più delle volte, delle distese con punti superficiali sotto il livello del mare e quindi soggetti ad un allagamento continuo, talvolta invece la loro quota e pendenza praticamente nulla li rende deboli nel contrastare la risalita delle maree. La metodologia più adeguata è la realizzazione di vere e proprie dighe che chiudono queste vallate, impedendo alle maree di riversare sale nei suoli. Il problema dell’intrusione saline viene così risolto, ma dovendo anche lavare la vallata dai Sali depositati negli anni, e contenere un’eventuale piena d’emergenza nella vallata, bisogna realizzare degli apparati di scarico. Questo sono, eccetto di grandi opere finanziante dallo stato, manuali e gestite dalla popolazione grazie alla loro esperienza sulla gestione agricola. A monte della struttura si creerà, nella stagione delle piogge, un bacino d’acqua per l’approvvigionamento idrico che farà disciogliere i Sali e gli acidi depositati. Al termine della stagione piovosa, e inizio di quella di cultura, aprendo gli scarichi, tramite il semplice sollevamento manuale di aperture, si consentirà all’acqua che ha assorbito i Sali di uscire e lavare la vallata. Spesso è stata l’esperienza diretta a valutare la buona riuscita dell’opera, e spesso sono state effettuate modifiche proprio su queste aperture per raggiungere una maggiore o minore capacità di lavaggio della vallata ad opera del deflusso idraulico. Questo deflusso, dovrà chiaramente effettuarsi in condizioni di bassa marea, facilmente individuabili con il ciclo lunare.”


Galleria

Balouo Salo Raoul Vecchio
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